A wind sprang high in the west
like a wave of unreasonable happiness
Un angolo di Genova
Un gatto di legno lituano
Un impiegato
Un solido squilibrio a tre
Un tamburino ligure
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Leggendo una volta questo brano, quando eravamo all'università, il mio amico Luca T. osservava che il totalitarismo ha sempre bisogno di un ripetitore. Se nessuno si prestasse a fare da eco non potrebbe affermarsi e conservarsi, perché non ha una sua evidenza sulla quale fare leva. Il ripetere del potere totalitario non è funzionale al fare memoria di qualcosa di essenziale, come una preghiera: è invece un rumore di fondo, che ostacola la memoria e la consapevolezza (Pinocchio dimentica il suo fermo e corretto proposito iniziale). Per questo è radicalmente antireligioso.
- Dunque, - disse la Volpe, - vuoi proprio andare a casa tua? Allora vai pure, e tanto peggio per te!
- Tanto peggio per te! - ripetè il Gatto.
- Pensaci bene, Pinocchio, perché tu dai un calcio alla fortuna.
- Alla fortuna! - ripetè il Gatto.
- I tuoi cinque zecchini, dall'oggi al domani sarebbero diventati duemila.
- Duemila! - ripetè il Gatto.
[...]
- Oh che bella cosa! - gridò Pinocchio, ballando dall'allegrezza. - Appena che questi zecchini gli avrò raccolti, ne prenderò per me duemila e gli altri cinquecento di più li darò in regalo a voi altri due.
- Un regalo a noi? - gridò la Volpe sdegnandosi e chiamandosi offesa. - Dio te ne liberi!
- Te ne liberi! - ripetè il Gatto.
- Noi, - riprese la Volpe, - non lavoriamo per il vile interesse: noi lavoriamo unicamente per arricchire gli altri.
- Gli altri! - ripetè il Gatto.
