A wind sprang high in the west
like a wave of unreasonable happiness
Un angolo di Genova
Un gatto di legno lituano
Un impiegato
Un solido squilibrio a tre
Un tamburino ligure
Un teleindipendente
Un'alga cinefila
Una cuoca dadaista
Una ribelle senza pellicce
Una stellina
Uno che sa intervistare
chiedici le parole
dichiarazioni di voto
forse cercavi
il viandante digitale
le specie musicali
lo spettatore indigente
market mysteria
ratzie stories
reading
semiminime
spider report
tocque-ville chronicle

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Un altro esempio di sponsored link tremendamente invasivo. E un altro ancora. La brutta abitudine di inquinare i collegamenti ipertestuali sta prendendo piede, e non è più limitata agli spam site. Così si stravolge completamente il contenuto. E per un sito che vuole essere di informazione è ancora più grave.
Ribadisco quanto già detto in un post precedente: gli inserzionisti sul web non dovrebbero invadere il contenuto. L'Internet non è la televisione: in un istante si finisce in una black list dalla quale è difficile poi uscire, l'utente ha gli strumenti per punire e non perdona. La via maestra per una pubblicità non molesta è l'identificazione degli spazi da destinare alle inserzioni coniugata alla pertinenza. Il link è l'essenza di internet. Inquinarlo equivale a rompere il giocattolo. È come versare petrolio in mare e impedire lo scambio vitale di luce e ossigeno tra il fondo e la superficie.
l'immagine è tratta da greenpeace.it
