A wind sprang high in the west
like a wave of unreasonable happiness
Un angolo di Genova
Un gatto di legno lituano
Un impiegato
Un solido squilibrio a tre
Un tamburino ligure
Un teleindipendente
Un'alga cinefila
Una cuoca dadaista
Una ribelle senza pellicce
Una stellina
Uno che sa intervistare
chiedici le parole
dichiarazioni di voto
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il viandante digitale
le specie musicali
lo spettatore indigente
market mysteria
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Giovanni telegrafista era la canzone che faceva da b-side nel 45 giri della ben più famosa e celebrata Vengo anch'io, no tu no. La mettevo nel mangiadischi di plastica verde. Sentivo il fruscio della puntina. Poi quella voce piena, squillante e al tempo stesso malinconica, introduceva un bambino di sei anni alla complessità del mondo senza turbarlo, perché gli suggeriva che tristezza e ironia, purezza di cuore e consapevolezza critica, eccentricità e concretezza possono stare nella stessa persona senza renderla schizofrenica, annichilirne l'umanità, toglierle il sorriso.
70 anni senza andare fuori tempo. Auguri, Enzo.
