A wind sprang high in the west
like a wave of unreasonable happiness
Un angolo di Genova
Un gatto di legno lituano
Un impiegato
Un solido squilibrio a tre
Un tamburino ligure
Un teleindipendente
Un'alga cinefila
Una cuoca dadaista
Una ribelle senza pellicce
Una stellina
Uno che sa intervistare
chiedici le parole
dichiarazioni di voto
forse cercavi
il viandante digitale
le specie musicali
lo spettatore indigente
market mysteria
ratzie stories
reading
semiminime
spider report
tocque-ville chronicle

visitato *loading* volte
Provo a coniare un neologismo sulla strettissima attualità, magari mi va bene e me lo ritrovo nei prossimi Garzanti o De Mauro. "E' una ratzìa". Suona vagamente come un ossimoro, perché è simile a "pazzia" ma è riferita al nuovo pontefice che ha la fama (immeritata, dicono alcuni) di essere un uomo molto rigido e un po' freddino. Una "ratzìa" è sicuramente il suo fan club. Questo papa passerà alla storia come il primo ad avere un fan club, che cura anche un unofficial web site già consolidato prima di diventare papa. Anche questa una ratzìa, senza dubbio: l'uomo che ha ponderato ogni virgola del nuovo catechismo, uno dei ghost writer più ascoltati e influenti della cerchia woityliana, l'uomo che è stato per vent'anni prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, si trova ad avere a che fare con qualcosa di "unofficial" che lo riguarda direttamente. Ratzìa però, obietterà sicuramente qualcuno, come termine è più vicino a razzia che a pazzia: e qui mi si rimprovererebbe più o meno velatamente di non voler sfruttare l'assist per sapide battute anticlericali. Non fa parte dei miei registri, e comunque l'uomo Ratzinger potrà avere tanti difetti (che ignoro, mentre troppi in queste ore ostentano di conoscerli molto bene, e vorrei tanto sapere su quali basi) ma "razziatore" mi sembra proprio che no, non lo sia. Quindi mi accontento di aspettarmi "ratzìe" simili a "pazzie".
