A wind sprang high in the west
like a wave of unreasonable happiness
Un angolo di Genova
Un gatto di legno lituano
Un impiegato
Un solido squilibrio a tre
Un tamburino ligure
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Un'alga cinefila
Una cuoca dadaista
Una ribelle senza pellicce
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Uno che sa intervistare
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Chi se la ricorda? È la vecchia Inno Hit tascabile, una delle prime messe in commercio in Italia. Non la presento per un'operazione nostalgia, anche se quando l'ho
visualizzata su ebay ho avuto un soprassalto, come avviene di fronte a qualcosa di cui avevi dimenticato l'esistenza. Io la trovo bellissima, ma non perché mi è capitata tra le mani quand'ero bambino, e mi sembrava (ed era) una meraviglia. È un oggetto bellissimo perché è stato un pioniere, un annunciatore della grande novità, l'informazione che cominciava a diventare piccola per penetrare meglio dappertutto. Non ricordo altri strumenti di comunicazione che avessero osato tanta tascabilità prima di questa Inno hit. E poche altre novità, prima di internet, mi sono andate a genio così tanto. Forse il primo videoregistratore, ma era uno stupore diverso. Ormai sapevamo. Sapevamo che sarebbe arrivato di tutto e di più, e ancora adesso le novità continuano a inondarci a cicli sempre più ravvicinati: forse per questo sono sempre meno in grado, più che di stupire (certo ogni vera novità un po' sorprende), di suggerire modi diversi di essere nella società dell'informazione. Io dell'emozione che mi hanno dato oggetti come questo mi sento un po' figlio. Sono ben disposto ma non disincantato di fronte alle novità tecnologiche, e per questo oggi le affronto sempre con studiato ritardo. Io ho l'idea che a una novità tecnologica devo rispondere cambiando la mia posizione di ascolto, in qualche modo sintonizzandomi ad essa, e non è che sono disposto a farlo sempre, ogni giorno. Non certo al ritmo che vorrebbero imporre oggi l'innovazione tecnologica e il commercio. Con calma e per piacere, insomma. Per dire, non sono ancora pronto per i telefonini che spediscono foto e filmati, ancora non mi interessano. Ma non per partito preso, semplicemente perché non ho ancora tratto tutto quello che dovevo e volevo trarre dall'assetto "cellulare nella tasca destra e digitale (ormai un po' paccosa e sorpassata, ma ancora ottima per me) nella tasca sinistra". Come un giorno era l'auricolare fermo sull'orecchio (niente cuffie, naturalmente) e una Inno hit copernicanamente annidata in tasca.
