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Dicono che La foresta dei pugnali volanti sia il corrispettivo dei nostri film di cappa e spada, quindi non c'è da stupirsi per la poca plausibilità dei virtuosismi nei combattimenti. D'accordo, ma io Zorro o D'Artagnan li ho sempre visti debellare sergenti garcia e guardie del re a frotte, non li ho mai visti levarsi da terra, o scagliare frecce e pugnali che fluttuano in aria, vanno avanti e indietro o a zigzag prima di arrivare infallibilmente a destinazione.
Dicono poi che sia come una favola su sfondo più o meno storico. Che so, come La Chanson de Roland, Robin Hood o I cavalieri della tavola rotonda. Ma neanche il mago Merlino ha mai costretto Lancillotto ad andare in giro per Camelot con un pugnale nella schiena dicendogli "così sei più credibile".
E poi neanche la più truce e gotica delle storie d'amore di inizio ottocento prevede un finale così distruttivo, annichilente, di reiterata crudeltà per lui, lei e l'altro. Ma tanto crudele che alla fine ogni compassione va a pallino. E ridi, ridi che non riesci a trattenerti.
E magari ti dispiace, perché negli occhi comunque ti rimane una fotografia e delle riprese spettacolari, panorami e interni con colori da mozzare il fiato. Ma sei tentato di fermarti lì, di non chiedere oltre, che tanto non ci arrivi... e in fondo, ma con questi cinesi, quando mai avrai a che fare?
Ah, mannaggia, presto, prestissimo, lo dicono tutti: stanno arrivando.
E allora qualcuno mi spieghi i cinesi. Non ho nessuna propensione alla xenofobia e quindi se un po' ci invadono neanche mi dispiace, soprattutto se i musi gialli che arriveranno saranno così. Ma se un domani vado a vedere il prossimo film di Zang Yimou con il mio nuovo amico cinese e alla fine della proiezione sghignazzo con le lacrime agli occhi insieme ad altre mille persone, come è successo sabato, mi rivolgerà ancora la parola o mi tirerà un pugnale volante dove non batte il sole?
Qualcuno, ripeto, mi spieghi. Che so, magari sono io che non ho ancora capito che gli involtini primavera non si mangiano, si fumano. E tutto il resto viene da sé.
