A wind sprang high in the west
like a wave of unreasonable happiness
Un angolo di Genova
Un gatto di legno lituano
Un impiegato
Un solido squilibrio a tre
Un tamburino ligure
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Questa foto l'ho scattata la sera di capodanno, e mi sembra un'immagine perfetta di quello che vorrei dal 2005.
Un mangiafuoco è in realtà uno sputafuoco, si sa. Non è neanche un trucco, nel senso in cui Houdini intendeva il trucco. Non mette a tema l'ardimento fine a se stesso, che non significa nulla, ma la necessità esistenziale di cercare un rapporto diretto con una potenza trasformatrice. Per questo chi sputa fuoco può a buon diritto chiamarsi mangiafuoco: perché tratta il fuoco, entra in rapporto con il fuoco e per questo assimila, "mangia" un poco della sua potenza.
C'è un momento in cui siamo costretti ad ammettere che questo rischio bisogna prenderselo. L'oggetto del desiderio brucia, c'è poco da fare. Prepararsi, allenarsi, essere abili, accorti, logici, premurosi, tutto bello, tutto giusto: però il fuoco lo devi affrontare direttamente, studiarlo da lontano può servire fino a un certo punto, ma non bisogna aggirarlo.
Buon appetito a tutti :-)
